TITOLO II - IL PROCESSO
CAPO III - Le impugnazioni
Sezione II - Il giudizio di appello davanti alla Commissione Tributaria regionale

Articolo 57 - Domande ed eccezioni nuove

1. Nel giudizio d'appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono tuttavia essere chiesti gli interessi maturati dopo la sentenza impugnata.

2. Non possono proporsi nuove eccezioni che non siano rilevabili anche d'ufficio.

 

Il sistema delle preclusioni. L'articolo in commento è senza dubbio la norma più rilevante fra quelle facenti parte del sistema delle preclusioni del giudizio di appello (articoli 56, 57 e 58).

Essa, infatti, indica quali siano i limiti relativi alla controversia portata alla cognizione del giudice di appello (quantum appellatum) e trova il suo corrispondente nei commi 1 e 2 dell'articolo 345 del codice di procedura civile.

Domanda nuova. E' necessario chiarire preliminarmente che per nuova si intende quella domanda che contenga una richiesta diversa o ulteriore rispetto a quelle proposte davanti alla Commissione Tributaria provinciale.

La differenza terminologica rispetto alla formulazione dell'articolo 56, e quindi l'uso della parola "domanda" in luogo di "questione", lascia presumere, secondo la logica già esplicitata in sede di commento a quest'ultima norma, che dalla preclusione di cui all'articolo 57 siano esclusi i motivi. D'altronde dottrina e giurisprudenza, già in vigenza della vecchia disciplina, avevano riconosciuto la possibilità dell'ampliamento dei motivi (causa petendi) a sostegno delle domande già proposte.

Inammissibilità. L'inammissibilità di cui al comma 1 è da riferirsi alle singole eventuali nuove domande, e non all'atto di appello. Il giudice, quindi, una volta dichiarata l'inammissibilità della nuova domanda, la considererà come non formulata e procederà alla cognizione delle sole domande ammesse. Ovviamente, se, a seguito della dichiarazione di inammissibilità di tali domande, l'atto viene svuotato di qualunque richiesta, diventa esso stesso inammissibile a norma dell'articolo 53 comma 1.

Gli interessi. La seconda parte del comma 1 prevede, tuttavia, che non è considerata nuova la domanda relativa agli interessi maturati dopo la sentenza impugnata. Tale domanda è da considerarsi accessoria rispetto a quella principale, che attine alla richiesta di riforma della sentenza. Tale caratteristica fa sì che l'atto di appello principale non possa contenerla come unica domanda, essendo tale possibilità, invece, esclusivamente riservata all'appello incidentale proposto dalla parte pienamente vittoriosa in primo grado.

Si fa a questo proposito rilevare che la Corte di Cassazione, a Sezioni unite, ha avuto occasione, con recente sentenza, di chiarire che la deroga al divieto di nuove domande prevista dall'articolo 345 C.p.c., relativa agli interessi maturati dopo la sentenza di primo grado, è operante solo nel caso in cui analoga domanda sia stata proposta in primo grado (Cass. Sez. Unite, 11 marzo 1996, n. 1955). Stante la lettera e la ratio dell'articolo in esame, tale interpretazione deve intendersi ovviamente applicabile anche a quest'ultimo.

Ius superveniens. La improponibilità di domande nuove trova un limite rilevante nel caso in cui le norme, in base alle quali sia stata decisa la controversia di primo grado, abbiano subito modificazioni (ius superveniens) in data successiva a quella della trattazione (vedi il commento all'articolo 37). Le domande proposte in conseguenza di eventuali novità legislative di immediato interesse per la risoluzione della questione a base della controversia, non potendo considerarsi nuove ai fini dell'applicazione della norma in rassegna, sono ammissibili.

Ius superveniens, favor rei e la riforma del sistema sanzionatorio. Un tipico esempio di proponibilità di domande nuove è dato dalla possibilità per la difesa di chiedere l'applicazione della nuova normativa sanzionatoria anche in grado di Appello.

Il comma 2. Il comma 2 prevede che possano proporsi eccezioni nuove soltanto se rilevabili anche d'ufficio. Rammentando che le eccezioni sono tutte le istanze con funzione di contrasto delle domande di controparte, si rinvia, per una esposizione più completa, a quanto detto a commento dell'articolo precedente.

Tratto da
LE LITI CON IL FISCO
di: Fernando Salvatore Cazzella, Massimo Conigliaro, Francesco Fabbiani, Maurizio Villani
a cura di Federico Maurizio d'Andrea e Fabrizio Petrucci